SPETTACOLO
Ode all’impossibilità di tenere la schiena ben dritta |
Marta Bulgherini e Camilla Tagliaferri |
Prima il bisogno di riconoscimento, poi ambizioni e paura di fallire. Relazioni stabili o sesso occasionale? Amicizie, carriera, figli? E il misticismo orientale? Vivere è un caos. Lo spettacolo è un’ode al sentirsi inadatti: l’epopea di una trentenne che, tra incontri reali o immaginati, cerca di capire sé stessa e trovare un posto — o almeno un angolino comodo — nel mondo.
In questo psichedelico viaggio, ad accompagnarla ci saranno di volta in volta i personaggi più disparati, frutto di ricordi o solo immaginati, che la aiuteranno – non senza inciampi – a fare un piccolo passo in avanti sulla comprensione di sé. Riuscirà nell’impresa, la nostra eroina che eroina non è? C’ HO LA SCOLIOSI nasce dall’urgenza – umana prima, drammaturgica poi – di trovare una quadra. “Perché non riesco a vivere bene? Cosa sono queste pietre che appesantiscono il mio cammino?” E tale è l’urgenza di rispondere a queste domande che l’autrice/attrice decide di mettere in pausa il normale svolgimento dello spettacolo: segue la propria fantasia per trovare il bandolo della matassa, in un delirio controllato sempre più psichedelico in cui il pubblico non riesce più a distinguere cosa sia vero e cosa sia un errore. Il palco è la mente della protagonista, in cui luci personaggi e suoni sono la trasposizione del suo flusso di pensiero.
E allora il palco, come per magia, diventa lo spazio franco per un rito pagano collettivo in cui autrice e pubblico possono interrogarsi sulle stesse domande e le stesse paure protetti dal buio della sala.
E confrontandosi su quegli stessi interrogativi possono (forse, se tutto va bene!) rendersi conto che non si è soli: tutti siamo impauriti, confusi, arrabbiati, speranzosi. Tutti ci sentiamo non all’altezza in questo mondo che ci vuole così performanti e sicuri e spavaldi.
Ma allora, se siamo tutti sulla stessa barca, chissene frega di quello che viene considerato giusto: non esiste un giusto in assoluto, anche se continuano a ripeterci che sia così… esiste il giusto per noi, esseri individuali immersi in un oceano di atomi. La realtà alla fine è che tutti abbiamo la schiena storta, e va bene così. E che la vera rivoluzione a questo sistema non sta nel coprirla per un senso di vergogna, ma (costi quel che costi, con tutto il tempo che ci vorrà) trovare e indossare l’abito che valorizzi al meglio le nostre storture.
LUOGO
parco della Biblioteca Comunale, via G. Marconi 5
in caso di maltempo Auditorium Biblioteca Comunale, via G. Marconi 5