“Girolanz… Gironzano… Gironzalon… Vagano, vagano, vagano!” (Amarcord di F. Fellini – 1973)
Dopo che uno è morto continua a vagare in terra più o meno nei luoghi che abitava, senza
sapere di essere morto, e con in testa le ossessioni che l’hanno perseguitato da vivo. Le cose qualsiasi e banali, viste dall’aldilà, diventano visioni come quelle dantesche, e l’ordinario si rivela come la cosa più immaginifica che esista.
Quello che colpisce di Benati sono le intensità comiche delle sue frasi, sempre su uno humour violento e paranoico, come quello di certi personaggi nell’Amarcord di Fellini. Questi racconti, ha scritto Gianni Celati, ci portano in una dimensione ormai quasi scomparsa dalla narrativa in auge ai nostri tempi: non c’è più niente di soggettivo, qui è tutto un circolare di voci, una comunanza di sogni, visioni e apparizioni che formano un intelletto collettivo.
LUOGO
Cortile del Circolo Fratellanza, via Trento 10 – Casnigo
in caso di maltempo Teatro del Circolo Fratellanza, via Trento 10 – Casnigo